Che ben vengano le tempeste
Quando un gruppo di persone decide di unirsi diventando un gruppo di lavoro, I primi istanti, giorni, settimane e perché no a volte anch...
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Quando un gruppo di persone decide di unirsi diventando un gruppo di lavoro, I primi istanti, giorni, settimane e perché no a volte anche mesi, sono fisiologicamente dedicati a ciò ce i nostri cari amici inglesi chiamano comunemente brainstorming, letteralmente tradotto in tempesta di idee.
Ebbene il brainstorming altro non è che la fase iniziale del vostro progetto in cui si buttano giù le idee, cercando di sforzare al massimo la propria immaginazione e di conseguenza quella del gruppo.
Ecco, questo gioco cerebrale fatto di immaginazione è come una catena magica che non va assolutamente interrotta perché spesso l’idea definitiva, spesso vincente, nasce per assonanza da una precedente idea possibilmente scarna di contenuti.
Ma a volta capita che è proprio l’idea scarna di contenuti ad innescare un gioco si assonanze tali per cui il nostro pensiero viene spinto naturalmente ad individuare l’idea definitiva vincente.
Tutto ciò per dire che nella fase iniziale di brainstorming lo sforzo comune che i partecipanti devono fare è quello di imporsi di non valutare gli altri.
I soggetti più sensibili del gruppo, ma magari più virtuosi, di fronte ad una valutazione negativa della propria idea (es. che schifo di idea!!) potrebbero inibirsi è bloccare la catena magica dell’immaginazione di cui vi parlavo prima.
D’altro canto perché valutarci. Lo scopo non è quello di dimostrare la propria forza, ma è quello di trovare quell'empatia cognitiva. Non credete?
Ricordatevi: “un gruppo di persone è un’entità virtuosa il cui valore è superiore alla somma del valore dei singoli individui”
